Il grasso addominale

Il grasso collocato a livello dell’addome(o grasso viscerale) è collegato alla sindrome metabolica, ovvero un tipo di malattie che si manifestano ingrassando (diabete, ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia, iperuricemia e ipertensione). Per valutare se il grasso addominale è ai livelli di attenzione si può innanzi tutto misurare da soli il proprio giro-vita.

Un uomo che abbia deciso di perdere peso dovrà comunque seguire un regime dimagrante molto diverso rispetto a quello di una donna che manifesti le medesime esigenze, poiché, come si è visto, la dislocazione corporea del tessuto adiposo maschile, di tipo androide o addominale, è differente da quello femminile, di tipo ginoide o gluteo-femorale.

GRASSO VISCERALE E GRASSO SOTTOCUTANEO

Anche a parità di volume addominale, la distribuzione del tessuto adiposo avverrà in modo differente nell’uomo rispetto alla donna (v. disegno qui di seguito).

grasso

Nell’uomo il deposito di grasso si verifica prevalentemente a livello intraviscerale, viceversa nella donna questo interessa soprattutto lo strato sottocutaneo. Il grasso che si accumula nella regione addominale, conferendo alla figura la tanto odiata forma a mela nell’uomo e a pera nella donna, può infatti essere localizzato all’esterno della parete addominale nello strato sottocutaneo, oppure all’interno dell’addome. Il disegno in alto nella pagina a fronte illustra con chiarezza l’anatomia dei depositi di grasso addominale.

Nel grasso intraddominale, come si vede, è possibile distinguere tre componenti diverse: il grasso omentale, il grasso sottocutaneo e il grasso extraperitoneale. Nel loro insieme questi tre tipi di grasso costituiscono il grasso viscerale addominale.

Il grasso omentale e quello mesenterico formano il tessuto adiposo intraperitoneale o “portale”, così denominato perché viene drenato dalla vena porta direttamente al fegato. I disegni riprodotti qui a lato illustrano un segmento trasversale dell’addome di un uomo e di una donna con volume addominale simile, quasi una “fetta” del corpo umano osservata dall’alto.

LA RISONANZA MAGNETICA

Per rendere più comprensibile la differenza nell’accumulo del grasso corporeo si utilizzano le immagini che sono state ottenute grazie all’indagine diagnostica nota come risonanza magnetica (RMN). Questa metodica consente il calcolo oggettivo e preciso delle aree e dei diametri relativi ai depositi di grasso a livello addominale.

A seconda della localizzazione in tale sito, si avrà un diverso rischio patologico soprattutto nell’ambito endocrino-metabolico; l’uomo, infatti, sarà più predisposto a malattie come l’infarto e il diabete a causa di una maggiore quantità di grasso viscerale.

Immagine RMN del grasso viscerale e sottocutaneo
Nell'uomo prevale il grasso intraviscerale
Nella donna prevale il grasso sottocutaneo

Questo grasso è metabolizzato più velocemente nelle diete dimagranti, ma è anche più pericoloso rispetto a quello sottocutaneo (più frequente nelle donne) in quanto è correlato positivamente alle patologie summenzionate.

Dopo aver esaminato attentamente le immagini ottenute con la risonanza magnetica, risulterà chiaro che anche se un uomo e una donna presentano una circonferenza della vita simile, il loro tessuto adiposo sarà localizzato in punti diversi del corpo. Il sovrappeso in cui vi sia una componente viscerale diventa un indice di rischio per la salute e la longevità del soggetto maschile.

Dopo la menopausa anche le donne potranno manifestare una distribuzione del grasso corporeo di tipo androide poiché, in seguito alla diminuzione degli estrogeni, le cellule adipose tenderanno a distribuirsi nell’area addominale, aumentando anche per loro il rischio di malattie cardiovascolari.

Impegnarsi a seguire una dieta per recuperare il proprio peso-forma significa dunque preoccuparsi del proprio benessere fisico, diminuendo i rischi cardiovascolari, la glicemia e l’acido urico. Ancora una volta è bene sottolineare che ridurre la circonferenza-vita è una cura che consente di evitare serie malattie.

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