DOMANDE FREQUENTI

PESO, SALUTE E METABOLISMO

1. Perché è così importante recuperare la forma fisica?

Recuperare la forma fisica e in particolare il peso ideale per il proprio corpo, intendo un peso adatto che sia nei valori BMI (Body Mass Index) tra 19 e 25. Per cui raggiungere il peso ideale significa migliorare la salute. Addirittura per ridurre o eliminare il dolore lombare o alle ginocchia si è visto che perdere 5 kg per il sistema scheletrico è come pesare almeno 20 kg in meno.

2. Quando si parla di sovrappeso? Quando di obesità?

Abbiamo un indicatore che chiunque può utilizzare per capire in quale fascia si trovi. Il rapporto tra peso e altezza al quadrato mi darà il BMI (Body Max Index) se superiore a 25 significa sovrappeso, se superiore 30 vuol dire che si è affetti da obesità. Questo dato non dirà se il mio corpo è più muscoloso o con una maggiore quantità di grassi. Per tale motivo il medico utilizzerà metodi clinici e diagnostici più sofisticati come plicometria ed impedenziometria. Nel mio studio dato che li considero obsoleti, preferisco utilizzare un ecografo che mi permette di misurare sia lo spessore distrettuale di tessuto adiposo sia quello muscolare nei punti più critici come addome, fianchi e braccia. Indirettamente un software complicato mi permetterà di valutare il metabolismo.

3. Ha pubblicato tredici libri, quale mi consiglierebbe?

Le consiglierei in particolare “Più snelle più sane” (Mondadori) e “Più forti più magri” (Mondadori), due libri gemelli best seller, che trattano sia la dieta maschile che femminile e numerosi consigli da mettere subito in pratica. Sono presenti anche in ebook.

Un lettore, che segue la mia pagina facebook, ha commentato così la pagina con la foto dei tredici libri: “Li ho letti tutti. Sicuramente in ognuno si nota un approccio scientifico serio. Purtroppo anche i non addetti ai lavori parlano di nutrizione e metodi dimagranti diffondendo cose assurde. Quindi questi libri offrono una reale istruzione su come si nutre e funziona il nostro corpo. Ancora complimenti per il suo lavoro.”

4. Quali diete sono le migliori?

Considero molto valide le diete a basso indice glicemico bilanciate, le prescrivo da sempre, e le personalizzo in base alle problematiche del paziente dopo averlo visitato. Nelle mie diete tolgo lo zucchero bianco e grezzo ma non i carboidrati che associo ad alimenti a bassissimo indice glicemico in modo da abbattere il picco glicemico e la fame. Ciò permette di accelerare il dimagrimento grazie all’insulina che rimane bassa, lo stimolo della fame sarà abolito. Inoltre integro con antiossidanti che combattono l’infiammazione come l’acido lipoico e la curcuma.

5. Perché la glicemia è importante per il controllo del peso?

In primo luogo permette di escludere il diabete. I fattori maggiormente coinvolti nella regolazione del peso corporeo sono la quantità di energia introdotta con l’alimentazione cioè le calorie, i livelli di glucosio nel sangue e la loro oscillazione.

Dopo un pasto a base di carboidrati, in seguito al loro assorbimento si assiste ad un aumento della glicemia e di conseguenza un aumento dell’insulina secreta dal pancreas per determinare un calo del tasso ematico di glucosio, con accumulo di grassi nei depositi adiposi. Più tempo la glicemia e l’insulina rimangono elevate più aumenterà l’assorbimento di glucosio nei tessuti e la trasformazione in tessuto adiposo in mancanza di attività fisica.

6. Cosa ne pensa della dieta Zona?

Un metodo complicato in cui a ogni pasto bisogna mangiare il 40% di carboidrati (frutta, verdura, pane, pasta e legumi), il 30% di proteine (carne, pesce, uova) e il 30% di grassi. La regola fondamentale della Zona è di prevedere che ogni pasto o spuntino sia un "blocco" formato da tre "blocchetti": uno di proteine (per esempio, 45 gr di pesce), uno di carboidrati (120 g di spinaci) e uno di grassi (due cucchiaini di olio d'oliva). In alternativa, si può ricorrere a barrette e buste che possono sostituire pasti e snack. Controlla gli stati infiammatori dell'organismo con l'integrazione di acidi grassi omega 3 e omega 6. E' una dieta ipocalorica macchinosa: con tutti quei blocchi e blocchetti si rischia di abbandonarla prima di ottenere i risultati desiderati.

7. Cosa ne pensa della dieta Dukan?

È una dieta con un troppo alto apporto di proteine, è un regime che ricalca la l’ATKINS. È povera di sostanze antiossidanti contenute nella frutta e verdura, andrebbe seguita rigorosamente con l’aiuto di un medico perché crea troppi rischi per la salute.

8. La pasta mangiata alla sera fa ingrassare?

Molti sono convinti che se mangiano la pasta alla sera ingrassano ma sarà sufficiente attenersi alla quantità e alla qualità delle calorie quotidiane. Diversi studi internazionali hanno dimostrato che sono le calorie e non la qualità del cibo consumato alla sera che fa aumentare di peso. Quindi un piatto di pasta, meglio se integrale e se accompagnato dalle verdure a basso indice glicemico non rovina la dieta e non fa ingrassare. Ho pazienti che hanno perso più di trenta chili, alla sera al posto del pane mangiavano la pasta condita con del sugo di pomodoro. Ho notato che chi non consuma carboidrati durante la cena poi si ritrova a mangiare dolci dopo cena e a volte introduce il triplo delle calorie, l’equivalente di due piatti di pasta.

9. È vero che le donne perdono peso più lentamente degli uomini?

Le donne sono più attente al loro aspetto fisico e alla loro salute. Gli uomini partono prima da problemi che riguardano la salute e poi eventualmente quello estetico. Per cui a volte a casa i mariti senza problemi di salute, per solidarietà seguono le loro diete. Perdono più facilmente peso ma rischiano di più la steaosi epatica cioè il fegato grasso. I maschi ingrassano principalmente sull’addome e non possono avere la cellulite perché non hanno gli ormoni femminili estrogeni responsabili della cellulite nelle femmine.

10. L’uomo rischia di più il fegato grasso se segue una dieta non personalizzata?

Nei soggetti maschili, durante una dieta dimagrante per un fatto metabolico e ormonale, i grassi arrivano prima al fegato con un maggior rischio se si dimagrisce più di 5 chili in poco tempo (meno di un mese) di presentare la steatosi epatica ovvero il fegato grasso, che se non curata può evolvere in cirrosi (a questo punto secondo la gravità e la quantità di tessuto interessato, esiste solo il trapianto di fegato).

11. Gli uomini rispetto alle donne hanno una diversa composizione corporea a livello addominale?

I maschi rispetto alle femmine a parità di circonferenza addominale hanno una diversa distribuzione del tessuto adiposo addominale, convalidata dalla risonanza magnetica. La prova è stata confermata nel mio lavoro scientifico elaborato durante la mia ricerca sperimentale presso l’ospedale San Raffaele. La nostra equipe è stata la prima a misurare con tale metodica la diversa distribuzione del tessuto adiposo addominale viscerale e sottocutaneo. Questo ha permesso di considerare le misurazioni del giro vita come un fattore di rischio e di ricavare altre formule.

12. Che cosa avete riscontrato con la risonanza magnetica?

Con tale metodica si è visto che nell'uomo il grasso viscerale è maggiore rispetto a quello femminile ed è molto pericoloso perché predispone maggiormente alle malattie cardiovascolari come infarto e di ictus e ad altre malattie metaboliche come il diabete.

Durante una dieta dimagrante questo grasso arriva prima al fegato (segue cioè la via portale) rispetto a quello della donna che è maggiormente sottocutaneo cioè sotto pelle). L’accumulo di questo grasso sottocutaneo dipende dagli ormoni femminili estrogeni. Durante la menopausa anche nelle donne aumenta il grasso viscerale.

13. È giusto fare delle terapie localizzate sull’addome come ultrasuoni o cavitazione o mesoterapia?

Quando si fanno le terapie localizzate sull’addome sia delle donne che degli uomini bisogna valutare con un ecografo lo spessore sottocutaneo. Se lo spessore è poco (nelle donne è maggiore rispetto agli uomini) e non viene valutato in modo corretto. le terapie come cavitazione e ultrasuoni spesso superano i due centimetri e potrebbero causare dei danni se non valutate da un medico. Nell’addome ci sono organi vitali come il fegato che potrebbero essere danneggiati da terapie troppo invasive. La mesoterapia è la più indicata se lo spessore sottocutaneo è maggiore di 2 centimetri.

14. È dannosa la dieta con molte proteine e pochi carboidrati seguita per lunghi periodi?

Se un soggetto si improvvisa con diete proteiche non seguito da un medico specialista potrà andare incontro a varie complicazioni per la salute dell’organismo.

15. Sto seguendo una dieta proteinata e ho dei mal di testa allucinanti. E’ colpa della dieta?

L'emicrania o la cefalea si presentano quasi sempre durante una dieta proteinata, perchè in presenza di molte proteine e pochi carboidrati si formano i corpi chetonici, i quali inducono la chetosi uno stato non fisiologico.

16. Sto facendo una dieta proteinata, mi sento debole perché?

L'astenia è dovuta alla carenza di potassio in quanto l’assunzione di proteine aumenta l’escrezione di potassio ma anche di calcio e magnesio con il rischio di accusare spesso oltre l’astenia anche i crampi in particolare ai polpacci.

17. Posso praticare un’attività fisica quando seguo una dieta con solo proteine?

Per chi pratica un’attività fisica leggera come la corsa deve inserire nella dieta oltre alle proteine anche i carboidrati, la frutta o dei cereali per evitare l’acidosi e la stanchezza. I carboidrati permettono di creare il glicogeno nel fegato e nel muscolo ciò significa energia a pronta disposizione che altrimenti non avrò e dovrò fermarmi prima per i dolori alle gambe dovuti all’acido lattico. Inoltre se mangio solo proteine ad esempio solo carne o pesce senza pane o frutta le proteine verranno consumate come calorie e non saranno a disposizione per la sintesi proteica per il volume muscolare e quindi la pelle apparirà svuotata.

18. Sto seguendo una dieta proteica e ho la nausea sempre è normale?

La nausea è dovuta ai corpi chetonici prodotti durante le diete proteiche a basso contenuto di carboidrati. Dato che il 60% degli acidi grassi subisce un processo di beta ossidazione a livello epatico sono controindicate nell'insufficienza renale, insufficienza epatica.

19. Ho spesso l’alito cattivo, a cosa è dovuto?

Se si sta seguendo una dieta proteica i corpi chetonici produrranno un’alitosi che sa di mele marce, ciò è dovuto all’acetone, un corpo chetonico volatile che si forma anche nei bambini durante gli stati febbrili e le mamme si sbrigano a far assumere subito ai figli una bevanda zuccherata per far passare velocemente tale stato.

20. Perché bisogna fare attenzione ai corpi chetonici?

Uno di questi è l’acetone. Si formano nel fegato, durante diete con meno di 50 grammi di carboidrati, durante il digiuno e durante gli stati altamente febbrili. Di conseguenza nel sangue sarà presente la chetosi, cioè acidosi metabolica Si potrà dosare nelle urine con degli stick che si acquistano in farmacia.

21. Posso assumere i diuretici quando mangio solo proteine?

La dieta proteica aumenta la diuresi per cui si possono accusare capogiri fino alla lipotimia cioè svenimento. Se si soffre di ipotensione è meglio non seguire una dieta drastica, ne assumere farmaci e integratori drenanti.

22. Ma le diete proteiche fanno perdere sia il tessuto adiposo che i muscoli?

Se assumo le proteine (in genere un grammo pro chilo nelle 24 ore, con pochi carboidrati di solito meno di cinquanta grammi, utilizzerò come substrato metabolico sia gli acidi grassi ma anche le proteine che introduco con la dieta. Essendo la dieta ipocalorica chiaramente oltre agli acidi grassi utilizzerò gli aminoacidi che compongono le proteine muscolari e quindi perderò anche la massa magra.

23. Si possono creare danni renali?

Oltre ad un aumento forzato della diuresi (disidratazione), aumento dell’escrezione del calcio (nefrolitiasi) è stato descritto anche un’alterazione delle cellule progenitrici endoteliali causato nel tempo da diete iperproteiche chetogeniche (possibile danno glomerulare). Ciò è stato convalidato già nel 2009 da Bradley U, Spence M, Courtney CH, et al: Low-fat versus low-carbohydrate weight re- duction diets: effects on weight loss, insulin resistance, and cardiovascular risk – a ran- domized control trial. Diabetes 2009;58: 2741–2748.

24. Posso avere problemi nel fegato?

Uno stato chetosico può portare a livello epatico ad un aumento significativo statisticamente di steatosi epatica non alcolica NAFL. Come già confermato nello studio del 2006 (-Solga FS, Alkhuraishe KC, Cope K, et al: Breath biomarkers and non-alcoholic fatty liver disease: prelimenary observations. Bio- markers 2006;11:174–183.)

25. E nel diabetico?

Dipende da quanto tempo presenta il diabete e quali terapie sta seguendo. Dimagrire aiuta a riportare i livelli di glicemia e insulina nella norma ma occorre cautela. Nei diabetici di tipo 2 NIDDM cioè non insulino dipendenti, c’è già una forte gluconeogenesi fuori controllo, cioè produzione di glucosio a partire dalle proteine, dell’insulinemia (sono iperinsulinemici) e dall’iperglicemia, quindi un ulteriore restrizione dei carboidrati (come nelle diete chetogeniche) porta ad un’ esacerbazione della gluconeogenesi. La conferma si ha nello studio di:(Haque M, Sanyal AJ: The metabolic abnor- malities associated with non-alcoholic fatty liver disease. Best Pract Res Clin Gastroen- terol 2002;16:709–731.)